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HomeNotizieRapporto Mailgun: il 18% delle email non raggiunge la inbox
Email Deliverability

Rapporto Mailgun: il 18% delle email non raggiunge la inbox

Il rapporto Sinch Mailgun 2026 Email Impact rivela che il 18% delle email non arriva in inbox a causa di gap nella deliverability e scarsa ottimizzazione dell'AI. Cosa significa per il tuo fatturato.

S

Sarah Mitchell

8 aprile 2026

5 min di lettura
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#Mailgun#Recapito Email#Posizionamento nella Posta in Arrivo#Email Strategy
Illustration for report: Mailgun Report: 18% of Emails Missing the Inbox

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Una email su cinque non raggiunge mai la inbox. Questo è il dato centrale che emerge dal Rapporto Sinch Mailgun 2026 Email Impact, pubblicato l'8 aprile 2026. Basandosi su dati provenienti da oltre 400 miliardi di email inviate nel 2025 e su un sondaggio globale di più di 1.200 professionisti dell'email marketing, il rapporto conclude che quasi il 18% delle email non raggiunge la inbox, mettendo a rischio fino a un quinto del ROI potenziale per molte organizzazioni.

Per i marketer e i growth team che considerano l'email come canale di revenue primario, questa cifra non è un errore di arrotondamento. È un gap di performance misurabile e affrontabile.

Cosa dicono davvero i dati

Nonostante il 78% dei rispondenti al sondaggio affermi che l'email è critica per il successo aziendale, la ricerca evidenzia un divario crescente tra performance e execution, causato da lacune nella misurazione, nelle pratiche di deliverability e nell'applicazione dell'AI.

Il rapporto introduce nuovi benchmark di settore per 10 verticali ad alto volume di invii, dando alle aziende una baseline concreta per misurare i propri tassi di inbox placement per la prima volta a questa scala.

Il tasso di mancato raggiungimento del 18% non è un dato anomalo. Secondo il 2025 Benchmark Report di Validity, il tasso medio globale di inbox placement si attesta all'83,5%, il che significa che circa 1 su 6 email di marketing legittima non viene mai vista. La cifra di Mailgun è in linea con questo pattern più ampio del settore, e entrambi indicano un problema strutturale persistente, non un picco temporaneo.

Negli Stati Uniti e in Canada specificamente, più del 20% delle email commerciali non raggiunge la inbox dei subscriber.

Il gap dell'AI: adozione senza impatto

Uno dei risultati più significativi nel rapporto 2026 riguarda l'uso dell'AI. L'adozione dell'AI è diffusa, ma il suo impatto rimane disomogeneo. Molti team si concentrano su casi d'uso basilari come la generazione di contenuti, mentre applicazioni a maggior impatto come l'ottimizzazione, la segmentazione e la deliverability rimangono sottoutilizzate. Le organizzazioni che usano l'AI in modo più efficace hanno significativamente più probabilità di riportare migliori performance email.

Kate Nowrouzi, VP of Deliverability presso Sinch, l'ha espresso chiaramente:

"Usare l'AI per generare contenuti è un buon punto di partenza, ma non è dove accade l'impatto maggiore. Le organizzazioni che applicano l'AI a ottimizzazione, segmentazione e deliverability vedono risultati più forti."

Questa distinzione è importante per qualsiasi team che sta attualmente usando l'AI principalmente per scrivere subject line o body copy. La leva con l'effetto più misurabile è applicare l'AI a chi riceve un'email, quando la riceve, e se viene instradata correttamente verso la inbox.

I gap di misurazione aggravano il problema

Secondo Kate Nowrouzi, "L'email genera rendimenti eccezionali, ma molte organizzazioni non sono strutturate per catturarne il valore completo. Il divario tra performance e execution è dove la maggior parte sta perdendo."

Parte di questo gap di execution è un problema di misurazione. La delivery si riferisce al fatto che un messaggio sia accettato dal mail server ricevente, mentre la deliverability misura dove quel messaggio effettivamente arriva in inbox. Molti sender monitorano i tassi di delivery e assumono che le loro campagne stiano performando. Non stanno misurando l'inbox placement, che è una metrica diversa e più consequenziale.

Secondo il sondaggio Mailgun 2025 State of Email Deliverability, il 48% degli utenti dice che la loro sfida maggiore è evitare la cartella spam. Questa sfida è aggravata quando i team mancano degli strumenti per sapere dove i messaggi effettivamente arrivano.

L'autenticazione rimane una questione aperta

I gap di autenticazione continuano a danneggiare l'inbox placement in tutto il settore. Solo intorno al 33,4% dei domini nel top 1 milione pubblica record DMARC validi, e circa l'85,7% non lo enforce con una policy di quarantine o reject.

Google e Yahoo hanno reso DMARC un requisito per i bulk sender a febbraio 2024, e Gmail ha ulteriormente rafforzato l'enforcement a novembre 2025. Nonostante questi mandati, una larga porzione di sender rimane non conforme, il che influenza direttamente la loro sender reputation e i tassi di inbox placement.

I domini completamente autenticati usando DMARC hanno 2,7 volte più probabilità di raggiungere la inbox del destinatario rispetto ai domini non autenticati.

Visualizzazione del funnel di email deliverability che mostra il flusso di email da inviate a inbox placement rispetto a placement in spam. Il funnel dovrebbe mostrare due percorsi divergenti: il percorso superiore mostrando le email che raggiungono la inbox (approssimativamente l'82% basato sul tasso di fallimento del 18% menzionato), e il percorso inferiore mostrando le email che non raggiungono la inbox o finiscono in spam (approssimativamente il 18%). Includi etichette percentuali su ciascuna sezione per illustrare il tasso di inbox placement versus il tasso di fallimento/placement in spam. La visualizzazione dovrebbe usare un contrasto di colore chiaro (verde per la consegna in inbox riuscita, rosso per il fallimento/placement in spam) per enfatizzare l'impatto sul fatturato dei problemi di deliverability.

Cosa significa tutto questo per i sender adesso

Il rapporto Mailgun inquadra il problema di deliverability come un problema di revenue, non solo uno tecnico. Quasi il 18% delle email non raggiunge la inbox, mettendo a rischio fino a un quinto del ROI potenziale per molte organizzazioni. Per un'azienda che invia 500.000 email al mese, significa 90.000 messaggi che non hanno mai avuto l'opportunità di convertire.

Le priorità pratiche che emergono dai dati sono chiare:

  • Autenticazione innanzitutto. Conferma che SPF, DKIM e DMARC siano correttamente configurati e che DMARC sia impostato almeno a una policy di quarantine.
  • Misura l'inbox placement, non solo il tasso di delivery. Un tasso di delivery del 99% può coesistere con un tasso di placement in spam del 20%. Traccia dove le email effettivamente arrivano.
  • Applica l'AI dove fa la differenza. La segmentazione, l'ottimizzazione del send-time e il monitoring della deliverability producono rendimenti più forti rispetto alla sola copy generata da AI.
  • Pulisci la tua lista regolarmente. Quasi il 60% di tutti gli email sender sta già pulendo le proprie liste, principalmente per rimuovere indirizzi email non validi, minimizzare la duplicazione e rispettare le leggi sulla privacy. Se non sei in questo gruppo, inizia da qui.

Il sondaggio ha incluso utenti dei brand di email Sinch come Mailgun, Mailjet e Email on Acid, così come un panel personalizzato di sender ad alto volume negli Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania e Spagna, dando ai risultati rilevanza cross-market per i team che operano in più regioni.

Il Rapporto 2026 Email Impact è disponibile nella sua interezza via Sinch Mailgun.

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Kate Nowrouzi, VP of Deliverability presso Sinch, l'ha espresso chiaramente:

"Usare l'AI per generare contenuti è un buon punto di partenza, ma non è dove accade l'impatto maggiore. Le organizzazioni che applicano l'AI a ottimizzazione, segmentazione e deliverability vedono risultati più forti."

Questa distinzione è importante per qualsiasi team che sta attualmente usando l'AI principalmente per scrivere subject line o body copy. La leva con l'effetto più misurabile è applicare l'AI a chi riceve un'email, quando la riceve, e se viene instradata correttamente verso la inbox.

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  • Pulisci la tua lista regolarmente. Quasi il 60% di tutti gli email sender sta già pulendo le proprie liste, principalmente per rimuovere indirizzi email non validi, minimizzare la duplicazione e rispettare le leggi sulla privacy. Se non sei in questo gruppo, inizia da qui.

Il sondaggio ha incluso utenti dei brand di email Sinch come Mailgun, Mailjet e Email on Acid, così come un panel personalizzato di sender ad alto volume negli Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania e Spagna, dando ai risultati rilevanza cross-market per i team che operano in più regioni.

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